Allarme rosso per il settore delle automotive che ancora oggi subisce le conseguenze della crisi del settore automobilistico durante il lockdown dell’anno passato.

Il 2020 è stato un anno complesso per molti settori produttivi: quello delle automobili in particolare ha subito un calo di vendite spropositato, pari all’85% nel mese di marzo e addirittura 98% ad aprile 2020.

Dall’11 marzo, infatti, il Governo ha bloccato tutte le attività produttive, costringendo 70mila lavoratori a stoppare le attività e chiudere temporaneamente i battenti.

Scopriamo nei dettagli quali sono stati i problemi causati dalla pandemia Covid-19 e quali sono gli effetti che si riversano un anno dopo sul mercato delle automobili. 

La crisi del settore automobilistico

La pandemia ha rallentato il settore delle automobili, dalla fase di progettazione e costruzione, fino al passaggio all’alimentazione elettrica. Oltre alla difficoltà di ripresa dei ritmi di lavoro dopo l’emanazione dei diversi decreti, si è riscontrata una carenza di materie prime e, in particolare, di microchip semiconduttori, indispensabili per completare le vetture e regolare il funzionamento delle componenti elettriche (come finestrini e funzionalità extra in dotazione). Durante il periodo di lockdown mondiale, infatti, la domanda di microchip è cresciuta a dismisura, a causa della richiesta di dispositivi di intrattenimento (consolle, videogames, dispositivi elettronici…) e l’offerta si è trovata sommersa dalle richieste. 

Il fermo della produzione automotive ha aggravato inoltre i ritardi nelle consegne, diminuendo le vendite e quindi gli introiti derivati dalla vendita di vetture e componentistica secondaria.

Ovviamente, in assenza di nuovi veicoli, il mercato dell’usato ha potuto approfittare delle circostanze sfavorevoli per aumentare i prezzi. L’osservatorio di AutoScout24, una delle maggiori piattaforme di vendita auto usate, ha riscontrato un aumento di prezzi del 12,6% rispetto all’anno precedente, con un incremento di oltre 2000 euro a veicolo.

Il passaggio all’elettrico

Se in principio, le previsioni vedevano il mercato dell’elettrico subire un rallentamento, oggi possiamo affermare che si trattava solo di uno stop temporaneo. L’impatto della pandemia, infatti, contro ogni aspettativa ha favorito lo sviluppo di un’ottica ecofriendly, tesa all’azzeramento delle emissioni Co2. Probabilmente per questa ragione, senza dimenticare le agevolazioni fiscali dedicate elargite dall’Agenzia delle Entrate, il mercato delle automobili elettriche è in continua crescita e, secondo le statistiche, non farà altro che migliorare. Dalla necessità di nuove infrastrutture, all’aumento della produzione e della manodopera specializzata, potrebbe essere questa la marcia in più che ci permetterà di ripartire ancora più forti.

La pandemia ha avuto una grande influenza sulle attività commerciali nel settore automotive, in positivo e negativo. Se desideri avere più informazioni rispetto a questa tematica, contattaci e saremo lieti di approfondire l’argomento.